giovedì 27 ottobre 2011

L'esordio felice di Stringara

L'esordio è giusto. Paolo Stringara prende il Foggia dalle mani di Bonacina e lo conduce alla vittoria di Foligno. Uno a zero, sigillo di Venitucci, ma risultato più facile del previsto. In fondo ad una gara più che accettabile, dal punto di vista della qualità di gioco prodotta e dalla discreta quantità di occasioni da rete imbastite (intanto, però, quando non ci arriva il guardasigilli avversario, si spreca abbastanza: un particolare su cui studiare, al di là di tutto). Non vale, comunque, illudersi. Non ancora, almeno. E non solo perchè il Foligno (ultimo del girone, a fronte del solo punto conquistato e, peraltro, azzerato dalla penalizzazione e, oltre tutto, in inferiorità numerica nell'ultimo scorcio della gara) non può oggettivamente essere considerato, allo stato, un test pienamente attendibile. Ma anche perchè il Foggia di Stringara ha soltanto confermato la migliore predisposizione alle gare lontane dallo Zaccheria della vecchia gestione. E niente di più. Bonacina, in realtà, ha pagato il pessimo rendimento nelle gare interne: dove il nuovo trainer dovrà necessariamente indovinare lo scacchiere più adatto ad affrontare ogni sfida con più personalità, più equilibrio e maggior coraggio, ma anche la squadra più salda per fronteggiare l'indifferenza del pubblico amico. Che, probabilmente, è diventato nel tempo un ostacolo serio.